Prossima fermata: Varese

Venerdì sono partito per Firenze con due libri nella valigia, due buone letture che mi avrebbero dovuto fare compagnia durante il viaggio e nei momenti di pausa dell’assemblea dei “rottamatori” alla Stazione Leopolda. Si, perché in queste occasioni non è raro sentire il bisogno, per vincere la noia di interventi troppo spesso vuoti e autoreferenziali, di uscire dall’aula per chiacchierare nei corridoi oppure di rifugiarsi in un angolo a leggere.

Invece cos’è successo con “Prossima fermata: Italia”?

È successo che Pippo Civati e Matteo Renzi hanno dato spazio a decine di contributi (sul sito che ha promosso l’iniziativa ne sono arrivati a centinaia) di militanti e amministratori del Partito Democratico, un vero e proprio mercato di idee e di buona politica.

E i miei libri per una volta sono rimasti nella valigia, perché non mi è mai venuta voglia di staccare la spina, neanche per un momento, ed ho seguito con attenzione molti degli interventi – alla fine sono stati 120 – che, al ritmo di 5’ ciascuno, si sono susseguiti rispettando i criteri fissati dagli organizzatori: una parola, uno slogan, una proposta, un’azione concreta. E l’impegno a farsi interpreti della propria parola e del proprio slogan.

L’idea è quella che dalle giornate di Firenze esca un vocabolario con le parole della buona politica, pieno di idee e proposte che racchiuda le parole di ciascuno, da mettere a disposizione di tutti, da condividere (la parola scelta dal mio amico Stefano è stata proprio condivisione). E insieme alle idee i principi, con la “Carta di Firenze” che Renzi ha letto al termine del suo intervento di domenica mattina.

Io ho provato ad immaginare quale sarebbe potuta essere la mia parola, ed ho scelto “spugna”.

Spugna, perché corrisponde allo stato d’animo con cui mi sono seduto nella sala della Leopolda e mi sono messo in ascolto. Una spugna con tutti i pori aperti, pronti ad assorbire le idee e gli spunti che arrivavano dal palco.

Così facendo da Firenze sono tornato “appesantito”, perché la spugna ha assorbito idee – ma anche passione ed entusiasmo – in abbondanza. E nello stesso tempo leggero, per aver respirato “una bella boccata di ossigeno in mezzo a tempi amari”.

E i miei libri hanno continuato a rimanere nella valigia anche la sera, uscito dalla Leopolda, quando sono rimasto sveglio fino a notte inoltrata a discutere di politica con insieme ai quali ho condiviso questa esperienza.

E adesso? Cosa si può fare – adesso – per trasformare l’energia di Firenze e metterla a disposizione della mia città?

Adesso è importante che uno dei treni che sono partiti dalla Stazione Leopolda – la stazione di partenza, certamente non quella di arrivo – si fermi anche a Varese, dove la prima cosa da fare in vista delle prossime elezioni amministrative è la rottamazione della paura di perdere e di quella subalternità nei confronti della “cultura” leghista che troppo spesso fa perdere la partita ancora prima di giocarla.

Dobbiamo cancellare la paura e sostituirla con il coraggio, provando a “declinare il coraggio contro la paura, condividendo un percorso di parole e di emozioni, di progetti e di sentimenti perché la prossima fermata sia davvero l’Italia”.

Dobbiamo sostituire la paura con il coraggio di chi è consapevole di avere un obbligo, in particolare nei confronti di quella generazione che ha ricevuto in dono – dal ventennio di Berlusconi, Bossi e Fini – un’Italia avvelenata, spezzata, diseguale, immobile.

Dobbiamo guardare avanti, verso una Terza Repubblica che dobbiamo costruire in prima persona, rinunciando al contributo di chi ha fatto marcire la Prima e non è stato in grado di costruire la Seconda.

P.S.: i libri che non ho letto a Firenze, ma che sto leggendo e che consiglio di leggere sono Ragionevoli dubbi
 di Gianrico Carofiglio
e soprattutto La scuola è di tutti di Girolamo De Michele

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Excuse me Mr.

Dedicata a Mr. B.:
Excuse me Mr.
but I’m a mister too
and you’re givin’Mr a bad name
Mr. like you

Ben Harper, dal vivo …

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